martedì 14 settembre 2021

Alghero, il voto ai parenti sta uccidendo la città

Il lido di Alghero che si allaga da anni ogni volta che piove. Il Pronto Soccorso cittadino che fa attendere anche decine di ore prima di visitarti. Sono ancora necessarie autobotti per l'approvvigionamento dell'acqua. Le Borgate sono senza servizi essenziali. Le alghe restano in spiaggia sino a estate inoltrata. Attendiamo il PUC da decenni. Sarebbe ancora lungo l'elenco dei disagi incredibili che deve subire la cittadinanza algherese. Disagi risolvibili ma che tuttavia risultano ricorrenti. Ormai fanno parte della nostra quotidianità. Per esempio, se piove, puoi correre al lido a goderti lo spettacolo degli allagamenti perché sei certo che i nostri dipendenti politici a Sant'Anna non hanno risolto l'annosa criticità. Forse queste situazioni fanno comodo a qualcuno o si tratta solo di semplice lassismo politico? Di certo sono gravi i danni arrecati alla collettività, al turismo, alle imprese e all'immagine di Alghero. Eppure la politica, senza vergogna, non fa nulla di concreto per porre fine alle situazioni risolvibili. Cosa possono fare i cittadini? Vi sono politici e consiglieri comunali che frequentano Sant'Anna da decenni tuttavia i problemi restano, oppure peggiorano. Alla prossima tornata elettorale proviamo a votare persone nuove, fresche. Rifiutiamo il voto a quei parenti e amici che, palesemente, non ce l'hanno fatta a cambiare le cose in passato. Perché dovrebbero riuscirci con un'ulteriore elezione? 

Non arrendiamoci all'erroneo pensiero che le cose non possano migliorare perché invece si può e dobbiamo pretenderlo. Stimoliamo nuove persone di valore a candidarsi, per qualsiasi partito.

Tonina Desogos - Presidente Comitato di Borgata di Maristella

martedì 31 agosto 2021

Borgosesia, Punta Giglio e le borgate costiere

Pare che Borgosesia S.p.a. , proprietaria di larga parte del promontorio di Punta Giglio, voglia cederlo in cambio di una contropartita di pari valore. Si vocifera, ormai da mesi, che tra i possibili contendenti a tale scambio possano esserci gli immobili di proprietà pubblica e in rovina edificati nelle borgate costiere algheresi di Guardia Grande e Maristella. A disposizione ci sarebbero ex scuole, terreni adiacenti e altre soluzioni varie. Il Comune di Alghero o la Regione potrebbero scambiarli anche a fronte di parziali compensazioni per i residenti di tali borgate. A esempio facendo realizzare finalmente il campo sportivo multifunzionale a Guardia Grande, parchi giochi di nuova generazione, rendendo maggiormente vivibili le piazze, migliorando la situazione viaria. Il Comune di Alghero, senza spendere un centesimo, coglierebbe due piccioni con una fava: risolverebbe il contenzioso su Punta Giglio e nel contempo toglierebbe finalmente le borgate più turistiche da un degrado imbarazzante. Questi centri rurali ci guadagnerebbero in servizi e le rifunzionalizzazioni a scopo turistico di Borgosesia darebbero nuovo impulso al comprensorio. A fronte di queste voci si levano pareri contrastanti: ci sono coloro che preferirebbero fosse il Comune a investire, pur consapevoli che non è stato fatto negli ultimi 50 anni e, se non a parole, non sarà fatto per altrettanti, e coloro che vedono in questo accordo una grande opportunità, forse l'unica a breve termine, di rilancio del territorio. Probabilmente finirà con tante chiacchiere e con un nulla di fatto, come accade nelle borgate algheresi da decenni.

lunedì 14 giugno 2021

2021. campagna Antincendio seriamente a rischio

Gli incendi portano devastazione come le alluvioni, ma i pasticci burocratici e gli interessi di parte rischiano di essere ancor più dannosi. Lo sanno bene PURTROPPO i lavoratori di Forestas, che contro queste ed altre piaghe potrebbero lottare in prima linea e che ogni anno ci provano, bloccati non dal fuoco ma dallo stesso contratto che l’Agenzia è costretta (da anni) ad applicargli - nonostante sia fuori legge per l’annoso contrasto tra le regole del pubblico e un contratto privato (inapplicabile). E quest’anno siamo al grottesco: uomini e mezzi di Forestas - che come mostrato anche a Bitti - sono i primi ad arrivare negli scenari di emergenza, e gli ultimi ad andarsene, rischiano di restare bloccati dall’incredibile decisione della Corte dei Conti che, se non rettificata e ripulita dalle errate valutazioni (caldeggiate da chissà chi), impedirà di utilizzare un numero rilevante di operai nell’imminente campagna antincendi, riducendo dell’85% lo schieramento utilizzabile per tutta la difficile campagna antincendio di questa caldissima estate. E questo è forse il dato più preoccupante: mille operai specializzati, e centinaia di mezzi di Forestas resteranno ai box in questa campagna antincendio che inizia male, anzi malissimo! E siccome il contratto inapplicabile li costringerà a riporre l’attrezzatura antincendio, migliaia di lavoratori di Forestas torneranno a protestare, già dalla prossima settimana, sotto le sedi istituzionali che, dopo ben 5 anni dall’approvazione della Legge Forestale, ancora non hanno saputo trovare la quadra. E così il primo sindacato dell’Agenzia (Sadirs) è sul piede di guerra: ha già proclamato lo stato di agitazione e
indetto ben due sit-in per il 23 giugno: “Troviamo squallida e mistificatoria la polemica politica - di parte delle opposizioni e delle ʻsolite organizzazioni sindacaliʻ (CGIL e CISL) - che attaccano gli assessori in carica e muovono alfieri contro le soluzioni sottoscritte dalla maggioranza delle sigle sindacali e votate dall’intero Consiglio Regionale nel 2019 - dimenticando che la cancrena sindacale procede indisturbata da anni, anche grazie ai loro errori, saccenti chirurghi che oggi esibiscono sterili critiche mentre negli anni hanno portato il “paziente Forestas” al coma profondo in cui versa attualmente”. A questo punto c’è poco da fare: la Corte dei Conti ha contraddetto il proprio orientamento degli ultimi anni e le sue stesse raccomandazioni emerse a seguito delle indagini della procura per le “mansioni superiori” abusate in Forestas: altrimenti solo una nuova soluzione legislativa potrà porre fine alle inefficienze ed alla incredibile catena di errori e interferenze indebite che stanno trasformando in cenere ogni tentativo di mettere i lavoratori dell’Agenzia regionale nelle condizioni di fare ciò che la Sardegna chiede loro. Nella speranza che, nel frattempo, ad andare in cenere non siano i boschi della nostra isola.

S.A.Di.R.S - CISAL

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